Quando finisce una storia
E forse noi potevamo farla vivere ancora. Quella storia. Per caso. Ieri mi telefona Vittorio. Con lui e Monica abbiamo condiviso esperienze e viaggi, un pezzo di vita, che speriamo, vista l’empatia e anche le piacevoli differenze che ci legano, di poter continuare a condividere.
Mi chiede come fare una donazione per Lorenzo. La storia, la nostra storia con Lorenzo l’ho raccontata spesso. Ed è una bella storia, come tutte, anche con alcuni momenti difficili. Lo scorso anno, nel 2025 non siamo andati in Sri Lanka da Lorenzo, ma c’è andata Irene che gli ha fatto visita, e ci ha raccontato del peso che ancora, a fatica Lorenzo sostiene. Ma comunque nessun segno che quella storia, quella bella storia, potesse concludersi.
“E’ un po’ che lo voglio chiamare ma non l’ho ancora fatto”, rispondo a Vittorio. E gli fornisco le informazioni per inviare il contributo a sostegno della Casa Famiglia Mihiri Gedara di Anton Lorenzo Bacci a Walahanduwa, distretto di Galle in Sri Lanka.
Dopo poco mi chiama Monica e mi dice che, nascosto nel sito di amicidicasamihiri la onlus creata da Mario e Maurizio per sostenere la Mihiri Gedara, c’è una comunicazione di cessazione delle attività. Resto sorpreso e chiamo Lorenzo.
Questa
Gentili amici e sostenitori,
Con profonda gratitudine per il vostro sostegno e la vostra vicinanza, non senza dispiacere, vi comunichiamo ufficialmente che l’Associazione Amici di Casa Mihiri ODV ha deliberato la propria chiusura in concomitanza con la chiusura della Casa Famiglia “Mihiri Gedara” in Sri Lanka.
Questa decisione, sofferta, ponderata e presa in comune accordo con la Struttura in Sri Lanka, è stata resa necessaria da crescenti difficoltà economiche che nel tempo hanno reso impossibile garantire la continuità del nostro sostegno all’attività di Casa Mihiri in modo sostenibile e responsabile. Sappiamo che questa notizia potrà sorprendervi e rattristarvi, come ha rattristato noi.Per questo sentiamo il dovere di ringraziarvi uno per uno — donatori, volontari, partner e amici — per ogni contributo offerto, grande o piccolo. Un ringraziamento doveroso ma sincero e di cuore va al fondatore di Casa Mihiri in Sri Lanka, Anton Lorenzo Bacci che si è sempre prodigato per la Casa Famiglia Mihiri garentendone un ottimo funzionamento come organizzatore e supervisore, fino all’ultimo.
Il vostro sostegno ha reso possibile anni di impegno concreto, e niente di ciò che abbiamo costruito insieme andrà perduto nel valore che ha avuto per le oltre 200 bimbe e giovani donne che abbiamo aiutato, oltre ai vari progetti che abbiamo sostenuto in Sri Lanka negli anni. Per quanto riguarda il progetto in corso, questo si concluderà ordinatamente nel rispetto degli impegni presi. A Casa Mihiri già da qualche mese si è fermata l’accoglienza di nuove minori cercando di ridurre i costi di gestione ma ora è arrivato purtroppo per loro il momento di chiudere.
Per le giovani ospiti ora presenti in struttura, entro il corrente mese di maggio, si procederà come segue: alcune rientrano in famiglia, altre verranno adottate e per alcune sarà necessario il trasferimento in altro istituto statale sotto la supervisione degli assistenti sociali preposti. I fondi residui saranno integralmente devoluti in beneficenza, destinandoli a quattro diverse realtà che condividono i nostri valori e la nostra missione, nel pieno rispetto dello statuto associativo e della normativa vigente sulle organizzazioni di volontariato. Grazie, di cuore, per aver creduto in noi e per aver camminato con noi fin qui.
Con stima e riconoscenza. Il Presidente
Ora tutto è chiaro, la mente percorre il tempo passato e se avessimo l’occasione di fare due volte le stesse cose, forse le faremmo meglio. Ci siamo fidati troppo degli altri e poco di noi stessi, non abbiamo osato, impegnati certo in altre cose, ma forse avremmo potuto fare di più. Resta lo splendore dei sorrisi e la gioia che insieme e grazie a Lorenzo siamo riusciti a dare. Ma ora tutto quello che conoscevamo, lì a Casa Mihiri a Walahanduwa, non ci sarà più.
Siamo andati da Lorenzo nel 2005, da poco aveva realizzato la Casa Famiglia e da quel momento abbiamo sostenuto, grazie a tante iniziative e a diversi contributi economici, il suo progetto.
Ma non ci siamo mai fatti carico con forza e orgoglio del nostro ruolo, della visione di Lorenzo che abbiamo sentito subito nostra: lo abbiamo lasciato ad altri, che, purtroppo, non sono riusciti a garantire la continuità del sostegno. Altri che, per la loro posizione e per la loro capacità economica, apparivano scoppiettanti di idee e di promesse, ma alla fine era molta apparenza e poca sostanza.
Progressivamente Lorenzo è rimasto solo: la compagna che, con sua sorpresa decide di cambiare vita, le risorse che piano piano si assottigliano, gli anni che pesano sulle sue spalle. E poi, come dice lui, “Non posso lasciare tutto ai cingalesi, anche i giovani, purtroppo pensano solo ai soldi”.
“Dovevi parlarmene, forse una soluzione la avremmo trovata insieme”, ma il suo orgoglio toscanaccio viene fuori, non avrebbe mai voluto fare compassione o mendicare elargizioni; “che vuoi fare sono vecchio e purtroppo questa storia finisce qui; ti ringrazio, ma stai tranquillo, cerco di sistemare al meglio le bimbe, non andranno a stare male, oggi me ne restano 15 in attesa di sistemazione”.
Va bene Lorenzo, con amarezza e con la sensazione di “potevo fare di più, ti saluto, ti chiamerò domani con Ombretta”.
Chissà se ci vedremo ancora?