Estate mediteranea

Estate mediteranea

Il Mediterraneo è un drammatico fronte aperto. Continuano i dolorosi attraversamenti e continuano i naufragi. Il Mediterraneo dei migranti rispetto alle due crisi di Gaza e Ucraina ha perso attenzione e importanza. Ma è stata un’estate drammatica nel Canale di Sicilia.

Il 13 agosto almeno ventisette persone, fra cui una bambina di undici mesi, sono morte in un naufragio al largo di Lampedusa. Il naufragio non si è meritato neppure un nome (a differenza di Cutro o Roccella Jonica) e senza un nome è già stato dimenticato.

Il 23 agosto la nave Mediterranea con a bordo dieci naufraghi in condizioni sanitarie molto precarie ha disubbidito all’ordine di raggiungere il porto assegnato di Genova e ha fatto rotta verso Trapani, incorrendo nelle sanzioni e nel fermo amministrativo.

Il 24 agosto la nave Ocean Viking con a bordo 87 naufraghi in acque internazionali è stata colpita da raffiche sparate da un’imbarcazione della guardia costiera libica.La motovedetta della polizia libica che ha sparato sulla Ocean Viking il 27 agosto è regalata dall’Italia, e la milizia (la guardia costiera libica) è per lo più in mano a bande armate che dispongono del materiale umano come di una merce. I rapporti dell’Italia con gli stati nordafricani sono incastonati da un groviglio di nefandezze ed ipocrisie.

In altri periodi la sequenza di tali eventi di fine estate avrebbe riempito le prime pagine. Desideriamo essere risparmiati dal peso di questa continua tragedia? Forse percepiamo che la situazione del Mediterraneo esclude facili soluzioni, molto spesso promesse nei periodi elettorali. È un tragico e concreto fattore, ad oggi ineliminabile, che esiste ed esisterà, purtroppo per molto tempo.

In questi mesi abbiamo anche assistito al capitolo del Mediterraneo legato all’imbarazzante volo di stato di Almasri. Su queste pagine abbiamo forse preferito essere “non informati”, meglio il segreto di stato. Meglio non conoscere per non sentirsi moralmente responsabili di una orribile indecenza, collegata alla storica e colpevole compromissione del nostro paese con la Libia, grazie ai disonorevoli accordi bilaterali che vengono rinnovati ogni anno dal 2017.

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