L’amore rifugge le costrizioni

L’amore rifugge le costrizioni

Da tempo mi chiedevo cosa volesse dire la parola amore. Avevo più volte provato a pensarci, ne avevo scritto. Avevo provato a dipingerlo. Ad immaginarlo. Ma ancora mi sfuggiva. Come se il mio cuore avesse paura di accogliere quell’idea in me. Poi pensavo a tutti i miei errori. A quello che mi spinge ancora a sbagliare, dopo aver capito cosa sia la vera felicità.

La spiegazione che più volte davo a me stessa è quella che mi obbliga a tirare in ballo, nel bel mezzo del mio soliloquio interiore, la mia diversità. Una diversità semplice, soffice, silenziosa. Composta da ispirazioni momentanee e pensieri a volte terribilmente maturi, che fanno fatica a trovare una collocazione nel mondo della mia età e dei miei 20 anni.

È appena scattato l’anno 2017. E io ancora cerco la definizione della parola amore. A 15 anni durante una gita scolastica scrissi che l’amore è quello spazio luminoso che si frappone tra due esseri fisicamente separati e ne mette in contatto le anime. Fui quasi orgogliosa di quella definizione. Tutt’oggi a distanza di anni continua a suonare bene.

Ma la mia ansia di definire il mondo mi ha portato a trovare svariate definizioni, anche abbastanza soddisfacenti per concetti astratti, ma la definizione non è consapevolezza. Per la consapevolezza dobbiamo vivere il concetto, dargli un’anima e una forma attraverso la nostra esperienza.  Ed è forse qua la mia mancanza.

Tanti volti, situazioni, desideri, sogni ma tutti fuggiti via per motivi che per anni ho provato a spiegare, a catalogare con le mie parole perfette. Ma la nostra lingua, oggi come oggi, non è adatta per esprimere la vera vita.

Come quando il sommo Dante si trovò di fronte all’immagine, o meglio all’idea, di un Dio lucente e grandissimo, un’idea inesprimibile a parole, inafferrabile per una comune mente, e incontenibile dentro qualsiasi memoria e ricordo umano. Dio è un principio ineffabile, una qualità atta a designare tutto ciò che non si può esprimire a parole. E Dio non è forse amore puro, amore vero.

L’amore rifugge le costrizioni, gli spazi troppo stretti, l’amore viaggia attraverso fessure di sofferenza, non curandosi della piccolezza di esse, le sfrutta per nuovi inizi, nuove opportunità, ne trova la bellezza, e si lancia nell’infinito.

Rifiuta ogni definizione linguistica. È movimento. Atto puro. Azione e non parola. Amore è ciò che “move il sole e l’altre stelle” e quindi tutti noi.

Cit.

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