Parco Arcipelago Toscano. Le poltrone. Comunicato stampa. 12 gennaio 1996.
Certo in questa vicenda, specie per come me che l’ha vissuta fin dall’inizio, non ci si finisce mai di stupire.
Mai la verità, solo estremizzazioni, integralismi, mezze falsità, menzogne vere e proprie e, specie negli ultimi giorni, un incredibile gioco delle parti!
Gli amministratori locali solo a parole si dichiarano per un parco utile e possibile ma di fatto ostacolano con tutti i mezzi l’istituzione del parco, e, una volta istituito, si appellano alle garanzie richieste ed a presunti patti politici per avere la maggioranza nell’Ente Parco.
Vogliono fare come in Comunità Montana dove le sclerosi dei diversi comuni si riflette nella gestione di un ente che non è quasi mai riuscito a svolgere il proprio compito, o vogliono avere la sicurezza che potranno continuare ad approvarsi i piani di fabbricazione e relative varianti senza problemi avendo la maggioranza nell’Ente di Gestione del Parco?
Come prevedibile adesso divampa il fuoco della polemiche sulle nomine. E gli amministratori locali si comportano come hanno fatto fin dal 1989 sul problema dell’istituzione. Negli ultimi mesi, più volte convocati dalla Regione hanno meschinamente disertato la maggior parte degli incontri e snobbato le convocazioni, sono andati a Roma quando il Ministro li ha convocati solo per dire che la 394 andava modificata, senza nessuna decisone e posizione razionale e concreta. Eppoi si lamentano della mancanza di coinvolgimento e concertazione: per loro il coinvolgimento esiste solo quando gli si da ragione!
Lo stesso stanno facendo sulle nomine. Il ministro giustamente afferma che le nomine, come prevede la legge, sono di sua competenza (e in alcuni casi per la figura del Presidente, d’intesa con la Regione), ma non per questo rinuncia ad una intesa con gli enti locali, specie se da questi vengono proposte ragionevoli, in modo da garantire una maggioranza delle comunità insulari in seno al consiglio direttivo.
Ma, senza prenderci in giro cari Sindaci, il Ministro non può nominare chi fino ad oggi ha remato sempre e solo contro la realizzazione del parco. Quindi non crediamo che egli sconfessi gli impegni, formali e non, che ha precedentemente preso con la Regione Toscana.
Quello che manca, di nuovo è il contributo dei Sindaci. Un consiglio: ora il parco c’è. Il ministero è disponibile alla discussione concreta per il futuro, – finalmente un Ministro con le idee chiare che decide, rispetto ad recente passato ministeriale fatto solo di immobilismo e logiche clientelari, facciano lo stesso gli amministratori locali si assumano la responsabilità di scegliere e di governare – lasciamoci dietro il passato, che venga dalle amministrazioni locali l’indicazione per una possibile e auspicabile intesa che metta davvero fine alle mezze verità ed alle polemiche.
Le istituzioni locali, lo ricordiamo, sono presenti, senza la necessità di patti o deroghe, nella gestione con la Comunità del Parco, composta da Regione, Province e Comuni che ha compiti importanti e fondamentali per il funzionamento dell’area, in più questa elegge i membri che vanno a far parte dell’Ente Parco: cinque amministratori locali su dodici consiglieri. Certo da parte dei sindaci ci si preoccupa che i cinque sono in minoranza.
La legge 394 assicura allo Stato italiano il perseguimento di finalità nazionali e sovranazionali per questo prevede che nei parchi nazionali la maggioranza dei componenti dell’Ente Parco abbia competenza ed esperienza comprovata e specifica, affiancati dal ruolo degli amministratori locali anch’essi presenti nell’organismo di gestione. Il WWF ha spesso ripetuto che i componenti del Consiglio Direttivo debbono essere scelti con criteri di trasparenza e competenza, senza spartizioni politiche o con l’obbligo di ricorrere a novelli manuali Cencelli. Questo non si significa che non si possano attivare confronti e tavoli di concertazione a livello locale e con il Ministero per giungere a scelte ragionevoli e condivise.
Strano dunque che le associazioni di categoria invitino i sindaci a non partecipare all’attività della Comunità del Parco e che invece tutti i sindaci, dopo essersi spesso lavati la bocca sulle indicazioni contrarie al Parco che gli arrivano dai cittadini e dalle forze economiche presenti sul territorio e di fatto ponendo, come veri podestà, il veto all’istituzione del parco e quindi all’applicazione di una legge dello stato, tutti i sindaci, compreso quelli definiti da qualcuno nelle ultime settimane illuminati o più graditi, chiedano in ogni occasione le poltrone al Ministro.
WWF TOSCANA