Parchi divertimenti, inutili. 5 luglio 1997

Parchi divertimenti, inutili. 5 luglio 1997

Sono sotto gli occhi di tutti i lavori che vengono eseguiti nei pressi nella zona di Fonte Murata nel comune di Portoferraio. Roulotte, manufatti, mega-impalacature ed altro lasciano presagire un nuovo assetto artificiale a quella porzione di territorio.

Per questo progetto si paventava una variante all’attuale Piano di Fabbricazione, ma alla fine l’attuale amministrazione decise di rinviare il tutto al nuovo Piano Regolatore. Cosa è successo nel frattempo ? E’ stata fatta la variante, o è stata rilasciata una concessione edilizia ? I lavori in qualche modo sono stati autorizzati ?

Nel testo del nuovo piano regolatore del Comune di Portoferraio si legge : “…fuori della città la riqualificazione del territorio è affidata alla previsione di parchi di grande significato per un turismo non solo balneare…” .

La previsioni di parchi di grande significato e la salvaguardia attiva non possono certo essere affidati a questo tipo di interventi che alla fine rappresentano la scusa per costruire nuovi edifici e nuovi volumi ricettivi. Non è sufficiente obbligare che le nuove costruzioni vengano realizzate con materiali naturali e non in muratura: si apre comunque la strada ad interventi edificatori per i quali sarà sempre possibile, magari nel futuro, usufruire di un condono o di altro.

I parchi attrezzati per un turismo non solo balneare sono giustificati se si concretizzano in strutture efficienti a servizio di quel flusso turistico, in continuo aumento, che predilige la natura e la cultura, il naturale rispetto all’artificiale.

Non crediamo che questo tipo di turista ami recarsi all’Elba, nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, in uno dei 10 posti al mondo da valorizzare e da proteggere secondo gli organismi internazionali, per vedere, ad esempio, un cactus park completamente avulso dal contesto naturale e culturale dell’isola o la capanna di Biancaneve.

In questo caso la parola parco sembra serva a voler mettere le mani avanti, cioè, mascherare delle iniziative private di sicuro danno ambientale con l’uso di una parola che di per sé dovrebbe garantire o quantomeno rassicurare l’opinione pubblica sul rispetto e sull’utilizzo intelligente dell’ambiente. Oltre che ad essere completamente in contraddizione con le finalità e con lo spirito del Parco Nazionale recentemente istituito.

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