COP 30, Belem. Se l’oceano muore, moriamo noi
Ancora un clima incerto dalle deboli speranze … è il momento del governo “dei bruti e degli ignoranti” o solamente di quelli che vogliono soldi e potere?
A Belem in Brasile si tiene l’incontro della serie COP (Conferenza delle Nazioni Unite sul clima) sul cambiamento climatico. E’ la COP30, anche quest’anno piena di lobbisti dei combustibili fossili
Le COP, cioè “Conference of parties”, si tengono dal 1995 e riuniscono i rappresentanti di quasi tutti i paesi del mondo. Devono indicare politiche e traguardi comuni contro il cambiamento climatico, sono considerate l’occasione più importante per raggiungere gli obiettivi che vennero stabiliti a Parigi nel 2015: mantenere la temperatura media globale al di sotto di 1,5°C e non superare i 2°C: traguardo ormai lontano dal raggiungere.
Quest’anno il numero dei lobbisti dei combustibili fossili è in proporzione superiore a quello dell’anno scorso a Baku, in Azerbaijan, e di quello ancora precedente di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, dove in termini assoluti era stato il più alto di sempre.
L’Italia a Belem ha chiesto di portare con sé 12 delegati riconducibili in vari modi al settore dei combustibili fossili. Tra loro ci sono rappresentanti di Confindustria, la principale associazione che tutela a degli interessi delle imprese, SNAM, tra i principali operatori nel settore delle infrastrutture energetiche, ma anche Edison, Enel e Acea, società del settore energetico.
Tra i paesi dell’Unione europea, l’Italia è quello che ha portato il numero più alto di lobbisti di combustibili fossili a Belem, insieme alla Francia (22) e alla Svezia (18).
Un’opinione e una valutazione sulla COP30 arrivno dal capitano Paul Watson, fondatore di Sea Shepherd.
“Non vedo un futuro per le Cop. Per me è tutta una facciata. Ho 74 anni, partecipo a conferenze Onu da sempre, la prima a Stoccolma nel 1972 ed ero a Rio nel 1992. Da quei grandi vertici non è mai uscita una sola promessa poi mantenuta. Per cui per me è solo una perdita di tempo, una foto opportunity per i leader mondiali. Ma ci sono anche aspetti positivi: è un’opportunità per le persone di fare rete e farsi sentire. È da loro, dalla gente, dagli indigeni, che possono arrivare risposte”.
“La civiltà moderna è completamente antropocentrica, viviamo una psicosi collettiva di massa che ci fa polarizzare tutto. Provoca la guerra e tutta questa stronzata sinistra-destra. La gente di sinistra mi chiama fascista, quella di destra comunista. Ma io sono solo un biocentrista: questo pianeta, qualunque cosa gli accada, ci riguarda tutti, indipendentemente dalle convinzioni spirituali o politiche. Abbiamo un solo interesse comune e dovrebbe essere vivere in armonia con le altre specie”.