Italia 1975. Pasolini Vs Andreotti, le stragi e il genocidio di contadini

Italia 1975. Pasolini Vs Andreotti, le stragi e il genocidio di contadini

Prendo spunto da uno scritto di Pier Paolo Pasolini e dalla risposta che questo innescò da parte dell’allora ministro al Bilancio, Giulio Andreotti, per riflettere su come, a distanza di 50 anni, le strutture di potere e le malversazione della classe politica, purtroppo, sono sempre le stesse. I due documenti sono stati oggetto di sintesi.

Editoriale del Corriere della Sera del 9-2-1975 di Pier Paolo Pasolini
Ho visto alla televisione per qualche istante la sala in cui erano riuniti in consiglio i potenti democristiani che da circa trent’anni ci governano … Dalle bocche di quei vecchi uomini, ossessivamente uguali a sé stessi, non usciva una sola parola che avesse qualche relazione con ciò che noi viviamo e conosciamo. Sembravano dei ricoverati che da trent’anni abitassero un universo concentrazionario: c’era qualcosa di morto anche nella loro stessa autorità, il cui sentimento, comunque, spirava ancora dai loro corpi…

Nelle dichiarazioni di Andreotti, nel suo elenco di opere e di meriti che si ascrive … manca ogni accenno agli ospedali e alle scuole (si accenna alla «popolazione scolastica» facendone una petizione di principio: come se cioè gli italiani fossero migliorati dalle scuole italiane e non invece peggiorati). Il luciferino Andreotti lasci la guida del Paese. Copre le stragi e fa genocidio di contadini …

Prendo due delle più rilevanti delle Opere elencate da Andreotti, cioè la costruzione di case («gli italiani che abitano una casa di cui sono proprietari hanno superato il cinquanta per cento») e lo spostamento di grandi masse dalle campagne alla città («milioni di contadini sono passati al lavoro industriale o a quello autonomo»)…Si tratta di due fenomeni che Andreotti vede da un punto di vista strettamente pragmatico, fattuale, materiale, quasi direi nomenclatorio … Essi si presentano nell’elenco come freddamente privi di significato al di fuori del loro mero esserci (od essere attuati). Puro nominalismo amministrativo …

Andreotti non si cura, quasi non fosse affar suo, degli effetti umani, culturali, politici di tali fenomeni. Pare non aver sentito neanche mai parlare della degradazione antropologica derivante da uno «sviluppo senza progresso», qual è stato quello italiano, con le sue case e il suo urbanesimo …

A parte il fatto che le case costruite in Italia negli anni del Trentennio democristiano sono una vergogna, e che le condizioni di vita a cui sono costretti i contadini emigrati nel Nord o in Germania sono atroci. (Ma io non sono uno che si occupa di malgoverno o di sottogoverno) …

A proposito della costruzione di case e dell’abbandono delle campagne, si possono verificare con particolare precisione e pertinenza – credo anche statisticamente – le due «fasi delle lucciole» di cui parlavo nel mio vero articolo. Il luciferino Andreotti lasci la guida del Paese. Copre le stragi e fa genocidio di contadini …

Infatti, durante la «fase della presenza delle lucciole» (anni Cinquanta), le case, che attraverso una serie di scandali edilizi memorabili, sono un’opera a cui la Democrazia Cristiana è stata costretta dalla più normale e tradizionale lotta di classe. E lo stesso vale per la politica agraria. La Democrazia Cristiana vi ha messo di proprio, di originale, appunto, le speculazioni, e gli spari della polizia …

Durante la «fase della scomparsa delle lucciole» (anni Sessanta e Settanta) si ha un completo rovesciamento della situazione: si ha cioè quella «soluzione di continuità» che io non ho esitato, e non esito ora, a dichiarare millenaristica: il passaggio da un’epoca umana a un’altra, dovuta all’avvento del consumismo e del suo edonismo di massa: evento che ha costituito, soprattutto in Italia, una vera e propria rivoluzione antropologica. In questa «fase» a spingere la Democrazia Cristiana alle Opere non è stata (se non relativamente, all’inizio) la classe operaia guidata dal PCI: sono stati, al contrario, i padroni, con la loro inarrestabile «espansione economica» …che hanno ha appunto costruito – attraverso un’inebriata Democrazia Cristiana – miriadi di case e ha risucchiato dalla campagna milioni di contadini … I politici non si sono accorti di nulla? Non si sono accorti di essere divenuti uno strumento di potere formale sopravvissuto, attraverso cui un nuovo potere reale ha distrutto un paese.

Andreotti non spende naturalmente che due parole, rispondendomi, a proposito della Chiesa. Ma la Chiesa è appunto uno di quei valori che il nuovo potere reale ha distrutto, compiendo un vero e proprio genocidio di preti, che rientra nel quadro di un ben più imponente e drammatico genocidio di contadini …

Gli uomini che decidono la politica italiana – e in definitiva la nostra vita – primo: non sanno nulla, o fingono di non saper nulla, di ciò che è radicalmente cambiato nel «potere» che essi servono, praticamente detenendolo e gestendolo; secondo, non sanno nulla, o fingono di non saper nulla, sull’unica «continuità» di tale potere, cioè sulla serie di stragi …

Ciò è scandaloso. E io sono scandalizzato: a rischio di essere anche ingeneroso e conformista (come è sempre chi è scandalizzato, e si fa, quindi, portavoce di un sentimento comune e maggioritario, non privo di qualunquismo). È chiaro comunque che fin che i potenti democristiani taceranno sul cambiamento traumatico del mondo avvenuto sotto i loro occhi, un dialogo con loro è impossibile. Ed è altrettanto chiaro che fin che i potenti democristiani taceranno su ciò che invece, in tale cambiamento, costituisce la continuità cioè la criminalità di Stato, non solo un dialogo con loro è impossibile, ma è inammissibile il loro permanere alla guida del paese. Del resto c’è da chiedersi cos’è più scandaloso: se la provocatoria ostinazione dei potenti a restare al potere, o l’apolitica passività del paese ad accettare la loro stessa fisica presenza «…quando il potere ha osato oltre ogni limite, non lo si può mutare, bisogna accettarlo cosi com’è».

Risposta di Giulio Andreotti (Corriere della Sera, 18 febbraio 1975)
Pasolini replica alle mie note al suo precedente articolo in termini che spero non rendano inutile qualche ulteriore osservazione … Tralascio i commenti sulle cronache televisive del nostro ultimo consiglio nazionale. Per quel che mi riguarda, non mi andava e non ho parlato (libertà nei non regimi) ed in quanto ad esser pallido lo sono da cinquantasei anni e sopravvivo …

In termini più generali, Pasolini non contesta una serie di fatti da me elencati. Ritiene che qualunque altro raggruppamento (egli continua a chiamarlo regime) fosse stato al potere, avrebbe ugualmente dovuto fare opere di una certa carica positiva. Anzi, la Democrazia cristiana sarebbe stata solo inebriata dall’espansione economica dei padroni, non avendo alcun merito nella costruzione di «miriadi di case» e nella creazione di alcuni milioni di posti di lavoro industriale e terziario … Non sarebbe invece esente la Democrazia cristiana dalla duplice colpa di aver provocato l’avvento del consumismo e dell’edonismo di massa, con l’aggravante di non essersene neppure accorta …

Tale neomaterialismo, diffuso tra la nostra gente, avrebbe prodotto, tra gli altri mali, oltre al suddetto esodo di contadini, anche un «vero e proprio genocidio di preti, distruggendo la Chiesa». Niente di meno … Non vorrei essere frainteso se distinguo il consumismo dall’edonismo (riprovevole, quest’ultimo, di massa o no, che sia). Non mi sento di condannare in blocco la dilatazione intervenuta di alcuni effetti sensibili dello sviluppo industriale …

D’accordo, dal consumismo può prendere alimento l’edonismo. Le dottrine edonistiche hanno una gamma involutiva che sta corrodendo – da noi e altrove – l’animo umano. Chi non ha delle riserve morali rischia di essere sopraffatto. Non sapendo resistere al peccato, si nega che esista il demonio. Freud è il segreto ispiratore anche di chi non lo ha mai letto e studiato … In questo contesto, dove sesso e violenza dominano prepotentemente, la criminalità aumenta ed ogni giorno, accanto alle previsioni atmosferiche, si apprendono le notizie sui sequestrati e i rapinati. Gli scippi semplici ormai non fanno più cronaca …

È vero: la strategia della tensione è più grave ancora dell’ondata di delinquenza comune. L’ho sempre pensata così sia quando molti fautori degli extraparlamentari chiudevano volentieri ambo gli occhi, scusando come ragazzate i pestaggi o l’artigianato delle bombe molotov… E quando ho potuto – anche a costo di esser temporaneamente incompreso – aiutare a far luce su responsabilità ovunque collocate, credo di aver agito senza esitazioni e forse con qualche risultato … Fino al giorno in cui rimarranno oscuri i mandanti e gli esecutori dei troppi atti di terrorismo che hanno funestato l’Italia, resta all’orizzonte una nube nerissima e assai preoccupante.

Lascia un commento